
Comincia oggi, e durerà per molto, un viaggio tra le panzane inventate di sana pianta e vendute dai nuovi teleimbonitori. Difensori d’ufficio di pedofili, pederasti e loro complici. In forma cartacea, virtuale o carnale, poco importa. Un mare di immondizia inquinante che chissà quale nuova voragine avrà aperto nell’ozono. Partiamo (per ora con uno stralcio poi come per tutti gli altri argomenti con dossier esclusivi) con la pedofilia al femminile. Che più volte in questo periodo vi hanno detto NON ESISTERE (vedasi al riguardo anche mio vecchio post, pubblicato da molti quotidiani: LE QUOTE ROSE DELLA PEDOFILIA).
Gli stessi che hanno, come cultura e modus operandi, la stessa base, ad esempio, dei revisionisti che affermano (dati scientifici alla mano….sic!) che Auschwitz è un’invenzione degli americani ed altre panzane simili.
E’ geniale (scusate ma non trovo altre parole) che a certificare la NON esistenza di donne pedofile siano i parenti di donne imputate per pedofilia.
Praticamente è come chiedere al figlio di Tano B. se la Mafia esiste. Oppure (risposta giusta) se è l’invenzione di qualche folle……
In realtà la pedofilia al femminile, purtroppo, esiste ed è studiata (all’estero) da tanto tempo.
In America a fine anni’80 addirittura si parlò di “emergenza sociale legata all’aumento di casi di pedofilia al femminile” in tutti “quei circoli che portano le donne a contatto con minori (scuole e palestre in primis)”.
Per capire meglio il problema diamo un’occhiata ad alcuni siti americani che promuovono culturalmente la pedofilia al femminile.
Ricchi di immagini (non pedopornografiche!), con disegni a colori pastello (in prevalenza fiori) invitano le donne che “provano un’attrazione sessuale a favore dei bambini ad uscire allo scoperto” e “godere in pieno la propria sessualità”.
“Per molto tempo ho pensato di essere l’unica, ma dopo aver trovato questo sito ho capito che eravamo in tante. Tante come me” scrive una tizia di nome Stefy, che non vede l’ora la prossima estate di farsi una vacanza in Sud America.
Interessante è Katie, ma il nome chiarisce essere uno pseudonimo, di 39 anni, insegnante. “Se mio marito sapesse” scrive in un suo post, impazzirebbe, “ma nessuno mi può rendere felice come il corpo di un bambino”.
Con la solita ipocrisia che contraddistingue la categoria, anche le pedofile cercano assurde giustificazioni per celare, malamente, i propri atti.
E come sempre capita in questi casi gli unici ad ascoltarle ed a crederci sono i propri simili:
“noi non approviamo la coercizione o qualsiasi altra forma di violenza.
Il sesso con i bambini è positivo solo se loro acconsentono, non se sono obbligati a farlo”.
Si ringrazia:F.B.I. , Polizia di Stato, amici vari ;-) -
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