
Poco più di un mese fa si è parlato molto della Crimen Sollicitationis, il documento del Vaticano su come intervenire nel caso di abusi da parte di sacerdoti. Non scenderò qui in merito alle polemiche create ad arte per depistare il vero dramma di un simile documento, ma mi concentrerò solo su un importante passaggio, quello che in latino viene definito “pious pilgrimage” e che in italiano tradurrei semplicemente con la parola “vacanza”. Già, perché una volta che il criminale pedofilo travestito da prete è stato identificato, dovrà seguire una particolare procedura. Che inizia con la recitazione di una sorta di preghiera auto assolvente e che termina non certo in un Tribunale ma in una nuova sede, dove rivestire un incarico pastorale di maggiore prestigio del precedente ma soprattutto sempre a contatto con i bambini. In mezzo, tra l’auto assoluzione e il nuovo lavoro ecco, obbligatorio, il “pious pilgrimage”, cioè la vacanza.
I preti pedofili americani, ad es., pare scelgano quasi tutti l’Italia. Alcuni i paesi asiatici, una piccola minoranza la terra santa. E così il pedofilo anziché venire denunciato viene mandato in gita a spese dei fedeli, per rifocillarsi a causa dello stress che ha sostenuto. In qualità di abusante.











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