Settimana intensa questa appena conclusa.
Ieri sera come vi ho accennato ho partecipato ad una tavola rotonda a Parma sulla vicenda di Tommaso.
Spero entro lunedì di avere il tempo di raccontarvela (insieme ad alcune mie riflessioni sui medium ed i mediatori....)..
Oggi vi riporto invece l’intervista esclusiva all’amico Austin Berglas, agente speciale dell’unità crimini sui minori della mitica F.B.I. di New York.
Da alcuni anni come Prometeo ci onoriamo (giustamente) della sua amicizia e della sua collaborazione. Buona lettura.
INTERVISTA AD AUSTIN BERGLAS, agente speciale della F.B.I. di New York City (= www.fbi.gov ). D: Come si diventa agente FBI e qual’e’ stata la tua carriera professionale?
D: Di che tipo di casi si occupa la tua unita’ “Crimini sui Bambini” e come opera nel campo della pedofilia?
R: Sono in carica dell’unita’ “Crimes Against Children”, e mi occupo del coordinamento e delle indagini di qualsiasi violazione della legge governativa che abbia a che fare con i bambini. Indaghiamo i predatori che su Internet sono alla ricerca di una relazione sessuale con bambine o bambini minorenni; fabbricanti e commercianti di materiale pornografico infantile; indirizzi web, newsgroups, chat rooms ed altri siti internet che offrono pornografia infantile; rapimenti di bambini negli Stati Uniti e nel mondo; prostituzione minorile e turismo sessuale. La maggior parte degli individui arrestati viene inserita nel nostro database nazionale di pedofili e in questo modo puo’ essere sempre rintracciata. Lavorando in Internet, esercitiamo un’azione proattiva volta alla ricerca dei pedofili.
D: L’immagine che abbiamo dell’FBI e’ quella fornita per la maggior parte da films e programma televisivi. Quanto sono reali, o fittizie, alcune delle scene di questi films? Che film o programma televisivo pensi rifletta meglio il vostro lavoro?
R: Nella maggior parte dei films o programmi televisivi la verita’ viene spesso “distorta” per attirare piu’ pubblico possibile. Non posso dire quale fim o programma televisivo meglio rifletta il nostro lavoro perche’ non parliamo dei nostri casi attivi con i mass media.
D: Come tu ben sai, sono un fan della serie televisiva “I Soprano”. Eccoti un’altra domanda: quanto e’ presente oggi in America la mafia italiana e quanto sono veritieri i libri o i programma televisivi a cui si puo’ oggi accedere?
R: La mafia italiana e’ ancora oggi presente in America, tuttavia l’FBI ed altre organizzazioni hanno destituito la maggior parte degli individui appartenenti a quest’organizzazione. Molti libri che parlano di questo argomento sono stati scritti da persone che hanno fatto un tempo parte di questa organizzazione per cui credo che i racconti siano veritieri. Uno dei miei preferiti e’ “Goodfellas”, basato sulla vita di Henry Hill.
D: Come sono cambiati il tuo lavoro e la tua vita, a New York, dopo 9/11? Ti ricordi dov’eri quel giorno? Quali sono stati i tuoi pensieri in proposito dopo l’accaduto?
R: Non dimentichero’ mai 9/11. Il mio ufficio si trova a pochi isolati da ground zero. Quel giorno mi trovavo in Virginia. Mi dissero che gli Stati Uniti erano stati attaccati e mi mandarono a Washington ad aiutare altri agenti che lavoravano al Pentagono. Ma mentre mi stavo recando li, ricevetti l’ordine di tornare immediatamente a New York per aiutare con i soccorsi di emergenza. Nei mesi seguenti mi recai ogni giorno a ground zero dove cominciammo le indagini terroristiche. C’e’ voluto molto tempo prima che New York si riprendesse da questo tragedia. Il 9/11 ha influito sulla maniera in cui ogni americano e ogni cittadino del mondo vive la propria vita. Da quel giorno ho cercato e cerco tutt’oggi di non dare niente per scontato. 










austin berglas