POLEMICO BLOG.
FARSI GIUSTIZIA PER L’INGIUSTIZIA.
Pochi giorni fa una madre ha accoltellato quello che ritiene essere l’abusante del proprio bambino e ne ha ucciso la moglie.
Ora la donna si trova in stato di fermo, mentre dal letto d’ospedale, il presunto pedofilo, Luigi Compagnone, si dichiara estraneo alla vicenda. Nel frattempo la magistratura ha aperto un’inchiesta e lo stesso è finito nel registro degli indagati proprio in quanto unico indiziato. Questi i fatti. Nudi e crudi. Ora la mia riflessione, che parte da un presupposto. Che non vuole difendere un gesto di violenza, ma che dietro quel impulso vendicativo trova e vede ben altro. La sfiducia nelle vittime della pedofilia, nei confronti di una giustizia sempre più a misura di abusante e sempre meno a tutela delle vittime medesime. Quella madre ha scelto la via più facile, e, paradossalmente meno dolorosa. Quella per cui la vittima si ribella ed il carnefice viene realmente punito. Dato che nei casi migliori comunque il carcere non lo farà.
Ora la donna si trova in stato di fermo, mentre dal letto d’ospedale, il presunto pedofilo, Luigi Compagnone, si dichiara estraneo alla vicenda. Nel frattempo la magistratura ha aperto un’inchiesta e lo stesso è finito nel registro degli indagati proprio in quanto unico indiziato. Questi i fatti. Nudi e crudi. Ora la mia riflessione, che parte da un presupposto. Che non vuole difendere un gesto di violenza, ma che dietro quel impulso vendicativo trova e vede ben altro. La sfiducia nelle vittime della pedofilia, nei confronti di una giustizia sempre più a misura di abusante e sempre meno a tutela delle vittime medesime. Quella madre ha scelto la via più facile, e, paradossalmente meno dolorosa. Quella per cui la vittima si ribella ed il carnefice viene realmente punito. Dato che nei casi migliori comunque il carcere non lo farà.
Allo stato attuale l’unica che pare possibile. E risolutiva. L’ha fatto dopo che per mesi ha assistito, per colpa di casi come quello di Rignano, ad assurdi dibattiti, figli di un ipocrita garantismo di evidente matrice pedofila.
Dove l’incidente probatorio, quanto i racconti dei bambini, sono stati screditati, peggio, svergognati, in nome dell’audience e della libertà. Di abusare impunemente, ribellandosi a chi sosteneva il contrario.
Per questo pur condannandone il gesto scrivo che la capisco.
Per questo spero che il suo atto disperato serva veramente a qualcosa, mentre lei, sì, in carcere ci finirà per davvero.
Per questo spero che il suo atto disperato serva veramente a qualcosa, mentre lei, sì, in carcere ci finirà per davvero.
postato da: maxfrassi alle ore 11:47
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