MICHAEL JACKSON
1958 – 2009 R.I.P.
Ho ricevuto alcune mails (poche a dire il vero, non più di una trentina…) a proposito della morte di Michael Jackson.
Il tono era più o meno lo stesso. Anzi mi si chiedeva semmai di attaccare duramente quello che a molti di voi, sembra una sorta di “percorso di riabilitazione” dello stesso, anche da parte di chi quando era in vita, l’aveva ignorato o attaccato. Altri (due) invece mi hanno criticato, aggiungendomi ai delatori di un grande artista “innocente e estraneo a tutte le cattiverie inventate su di lui” (sic).
Pertanto ho deciso di tornare sull’argomento, mettendo una volta per tutte le mie PERSONALI opinioni al riguardo. E sperando di non doverci tornare più sopra……cancellando con la sua (triste) morte gli alti di una vita artistica ed i bassi di una vita….dis-umana.
A seguire vorrei tanto leggere i vostri commenti…….contando sul rispettoso equilibrio degli stessi……..grazie:
“ Ho amato tantissimo l’artista Michael Jackson nei primi anni’80. L’album “Thriller” fu una vera e propria rivoluzione. L’ascoltavo in cuffia col mio mangianastri (…) tutto il giorno, facendo andare il nastro avanti ed indietro soprattutto su tre canzoni, ancora oggi tra le mie preferite in assoluto: Billie Jean, Beat It e Thriller.
Il successivo ”Bad” fu ancora più “grande”. Ogni canzone un singolo e la produzione di Quincy Jones ad un livello mai più toccato.
I video poi…..mai prima di allora si era speso così tanto per pochi minuti di canzone. Ma mai prima d’allora tanti soldi furono davvero ben spesi, per pochi minuti di una canzone.
Il mini film Thriller poi ricordo che non mi fece chiudere occhio per l’intera notte, dopo la sua prima visione…..era la magia del grande Cinema, condensata intorno ad una canzone.
D'altronde erano gli anni’80, baby…..
Poi il declino. Lento, inesorabile, prima, ma drammatico e violento, poi.
L’artista volle fare da sé, lasciando da parte il produttore/padre Quincy Jones e scelse strade, che non mi emozionarono più.
Si qualche pezzo bello ancora lo produsse (Black or White, Earth Song, They don’t care about us), ma nulla in confronto alla produzione precedente. Oggi sfido chiunque di chi lo osanna e ne piange la perdita a citare almeno tre canzoni decenti scritte negli ultimi 15 anni!
Tra parentesi, il suo pezzo migliore per me resta “Be not always”, dall’album “Victory” che incise nell’84 con i fratelli.
Una splendida ballata chitarra e voce. Deliziosa.
In grado di commuovermi ogni volta che l’ascolto.
Il declino dell’artista coincise con l’emergere del lato oscuro dell’uomo Michael:
le accuse di pedofilia, le riviste pornografiche trovate nelle stanze da letto “nascoste” del suo castello fatato insieme ai giochi per i bambini, i soldi pagati per non andare a processo (18milioni di dollari!!!), ma anche (per par condicio) gli squallidi genitori che gli lasciavano i propri figli (spesso molto malati) con la speranza di spillargli qualcosa, la chirurgia plastica che lo rendeva sempre più simile ad una Diana Ross proveniente da Marte, la camera iperbarica, le mascherine sul volto, i figli in provetta, il naso smontabile, i 4 reportage (mai smentiti!) di Vanity Fair…….un lungo campionario degli orrori che emerse, in tutta la sua crudeltà, durante il processo (vinto, peraltro!) per pedofilia.
Lì persi per sempre quell’amico che avevo fatto entrare in casa mia. Per anni smisi di ascoltarlo, facendomi forza, violenza forse, per rinunciare a tanta bella musica, a tante belle emozioni che da quelle partiture scaturivano.
Ma mi era impossibile riconoscermi in lui. Impensabile poterlo ascoltare….facendo poi il lavoro che facevo…..
E così, con la rabbia con cui si saluta un amico che ci ha traditi, lo lasciai andare. Sbattendogli la porta in faccia. Chiudendolo fuori dal mio mondo, fatto per mia fortuna, di mille altre note, più coerenti, forse, più sincere, sicuramente.
Oggi….oggi la sua morte non ha fatto altro che innalzare la mia rabbia, la mia incazzatura. Contro un artista che era davvero il “Re del Pop”, che rendeva oro qualsiasi cosa toccasse (vi ricordate il singolo di Rockwell, per il quale fece i cori???) e che è finito, dopo aver firmato anni fa un contratto da un miliardo di dollari con 400 milioni di debiti, ed un corpo (ma soprattutto un volto) inguardabile. Una vile maschera aliena. Inguardabile, lo ripeto. Lontana anni luce da quel ragazzetto di colore che sorrideva, dalla copertina di quella musicassetta di 27 anni fa……
Per questo di lui non parlerò più (…credo…) e di lui manterrò il ricordo per quelle emozioni datemi quando saliva sul palco e con una giravolta, cappello calato sugli occhi, improvvisava il moonwalk, andando a danzare dove nessuno mai aveva danzato.
Tutto il resto non mi appartiene più perché per scelta ho già deciso tempo fa di fare in modo che non mi appartenesse.
Tutto il resto, muore oggi con lui e che possa davvero riposare in pace: mai frase fatta è stata forse più adatta…….mentre la puntina si alza dal giradischi e l’album gira a vuoto……
p.s.: un’ulteriore riflessione:
davanti a certi artisti ci scontriamo su quello che sono sul palco e quello che invece sono nella vita privata. Cantanti, ballerini, scrittori o attori di primordine, in grado di stupirci, divertirci, commuoverci, farci crescere ogni volta che sono sotto ad un riflettore, e poi “mostri”, pedofili, drogati, violenti, nella vita privata.
Cosa fare quando il loro lato oscuro esce allo scoperto?
Continuare a seguirli ignorandolo, oppure…oppure prendere, soffrendo, le distanze. Ignorandoli a nostra volta e rinunciando così, giusto per fare tre esempi, alla musica di Michael Jackson, alla Letteratura di un Pasolini, alla cinematografia di un Woody Allen?
Io, giusta o sbagliata, che sia, sicuramente sofferta, la mia scelta l’ho fatta. Voi invece cosa ne pensate????! ”.
chiesa e pedofilia, don paolo turturro